{"id":1050,"date":"2022-01-17T10:01:33","date_gmt":"2022-01-17T06:31:33","guid":{"rendered":"http:\/\/iritmag.ir\/it\/?p=1050"},"modified":"2022-01-19T13:25:08","modified_gmt":"2022-01-19T09:55:08","slug":"magazine49-item12","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/iritmag.ir\/it\/magazine49-item12\/","title":{"rendered":"Storia 5 cose che (forse) non sai sul cibo in scatola"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"post\" data-elementor-id=\"1050\" class=\"elementor elementor-1050\" data-elementor-settings=\"[]\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-inner\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-section-wrap\">\n\t\t\t\t\t\t\t<section class=\"elementor-element elementor-element-fd4e7fb elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default elementor-section elementor-top-section\" data-id=\"fd4e7fb\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-row\">\n\t\t\t\t<div class=\"aux-parallax-section elementor-element elementor-element-7496932 elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column\" data-id=\"7496932\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-column-wrap  elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-f6de86f elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"f6de86f\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-text-editor elementor-clearfix\"><p style=\"text-align: justify;\">Dai contenitori in legno dell&#8217;antichit\u00e0, alle bottiglie di vetro, ai barattoli di latta: ecco come ci siamo ingegnati nei secoli per conservare il cibo a lungo.<\/p><p style=\"text-align: justify;\">Barattoli di vetro, tubetti di alluminio, lattine, scatolette e altri contenitori di varia natura. Dai tempi pi\u00f9 antichi, l&#8217;uomo si \u00e8 sempre ingegnato per mantenere inalterate le propriet\u00e0 degli alimenti per lungo tempo. Risultato? Il cibo in scatola che tuttora troneggia nei supermercati: ecco la sua storia in cinque curiosit\u00e0.<\/p><p style=\"text-align: justify;\">1 &#8211; NELL&#8217;ANTICA ROMA. Gi\u00e0 i nostri antenati avevano escogitato vari escamotage utili a conservare il cibo. La prima cosa che notarono era che i fattori di deterioramento degli alimenti erano aria e umidit\u00e0. Cos\u00ec fecero dei tentativi di conservazione usando pelli e ossa animali, all&#8217;interno delle quali, si scopr\u00ec, il midollo rimaneva commestibile a lungo. Con lo sviluppo della civilt\u00e0 urbana si pass\u00f2 all&#8217;uso di contenitori in legno o terracotta, in cui venivano inseriti frutta, legumi essiccati e verdura, riposti poi in ambienti asciutti. Per olio e vino si ricorreva ad anfore e giare chiuse con tappi di legno avvolti da stoffe. A queste soluzioni, diffusissime nell&#8217;antica Roma, si affiancarono espedienti come la salagione, l&#8217;affumicatura e il congelamento (gi\u00e0 diffusi tra cinesi ed egizi), utili a rinviare la scadenza degli alimenti.<\/p><p style=\"text-align: justify;\">2 &#8211; IL CIBO VA IN BOTTIGLIA.\u00a0 Le antiche soluzioni per conservare il cibo rimasero in auge per tutto il Medioevo e oltre, ma nel frattempo si registr\u00f2 la nascita delle moderne bottiglie (grazie soprattutto ai vetrai veneziani e inglesi), dotate a partire dal XVIII secolo di robusti tappi di sughero che aprirono una nuova era per il mondo dei vini. Nel 1810, il pasticcere francese Nicolas Appert realizz\u00f2 il suo &#8220;cibo in bottiglia&#8221;, aggiudicandosi la vittoria in un concorso lanciato da Napoleone il cui premio era destinato a chi avesse ideato un sistema per conservare i cibi dei soldati impegnati in guerra. Appert vinse grazie a un metodo &#8211; detto da allora &#8220;appertizzazione&#8221; &#8211; basato sull&#8217;uso di una bottiglia di vetro con tappo a chiusura ermetica. Inserendo del cibo al suo interno (fino all&#8217;orlo, per eliminare l&#8217;aria), avvolgendola in un panno e immergendola per ore in acqua bollente (affinch\u00e9 gli ingredienti ultimassero la cottura), ottenne un alimento in grado di conservarsi a lungo. Il pasticciere, ovviamente, non sapeva che erano l&#8217;alta temperatura di cottura e la chiusura ermetica che impedivano il proliferare dei germi: il ruolo dei microrganismi nel processo di decomposizione sar\u00e0 scoperto mezzo secolo pi\u00f9 tardi da Louis Pasteur.<\/p><\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<section class=\"elementor-element elementor-element-5045f51 elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default elementor-section elementor-top-section\" data-id=\"5045f51\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-row\">\n\t\t\t\t<div class=\"aux-parallax-section elementor-element elementor-element-b4db948 elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column\" data-id=\"b4db948\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-column-wrap  elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-2cb3339 elementor-widget elementor-widget-image\" data-id=\"2cb3339\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"image.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-image\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<img width=\"300\" height=\"300\" src=\"https:\/\/iritmag.ir\/it\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/1-5-300x300.jpg\" class=\"attachment-medium size-medium\" alt=\"m49\" loading=\"lazy\" srcset=\"https:\/\/iritmag.ir\/it\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/1-5-300x300.jpg 300w, https:\/\/iritmag.ir\/it\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/1-5-150x150.jpg 150w, https:\/\/iritmag.ir\/it\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/1-5-768x768.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<section class=\"elementor-element elementor-element-d4a6dcb elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default elementor-section elementor-top-section\" data-id=\"d4a6dcb\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-row\">\n\t\t\t\t<div class=\"aux-parallax-section elementor-element elementor-element-72f8202 elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column\" data-id=\"72f8202\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-column-wrap  elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-a388ee0 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"a388ee0\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-text-editor elementor-clearfix\"><p style=\"text-align: justify;\">3 &#8211; IL PASTO DEI SOLDATI IN GUERRA. Fu l&#8217;imprenditore britannico Peter Durand, nel 1812, a usare, al posto delle bottiglie, dei barattoli realizzati con leggeri fogli di stagno. Questa strada fu battuta da altri due britannici, Bryan Donkin e John Hall, che nel 1813, dopo aver acquisito il brevetto di Durand, avviarono la prima produzione industriale di cibo in scatola (si cominci\u00f2 con le conserve per poi passare a carni e minestre), non troppo diverso da quello esposto oggi nei supermercati. L&#8217;uso di cibi inscatolati cominci\u00f2 a diffondersi con la Guerra di Crimea (1853-1856), quando iniziarono a rappresentare un valido sostegno per i soldati. Durante la Guerra civile americana (1861-1865), l&#8217;usanza prese piede anche Oltreoceano. Parallelamente furono elaborati i primi apriscatole e nel 1866 vide la luce la cosiddetta &#8220;apertura a chiavetta&#8221; (per la quale un bastoncino metallico viene fissato al coperchio della scatoletta per &#8220;srotolarlo&#8221; lentamente).<\/p><p style=\"text-align: justify;\">4 &#8211; SCATOLETTE PER TUTTI I GUSTI. Attorno 1850, prendendo spunto dai tubetti di metallo per vernici, l&#8217;italiano Cesare Balena lanci\u00f2 la pasta d&#8217;acciughe in tubetto. Il cibo in latta &#8211; o &#8220;banda stagnata&#8221; &#8211; conobbe ulteriori evoluzioni con l&#8217;imprenditore Francesco Cirio, che all&#8217;Esposizione Universale di Parigi (1889) present\u00f2 i suoi pomodori in scatola. Nel 1881 Pietro Sada spopol\u00f2 grazie alla carne bollita in scatoletta (perfezionata nel 1923 con l&#8217;aggiunta di gelatina). Nel corso del Novecento, l&#8217;industria conserviera si \u00e8 espansa, invadendo il mercato con scatolette d&#8217;ogni forma: basse e rettangolari (tipiche delle sardine), cilindriche (usate per legumi, pelati e zuppe) e tonde (destinate in prevalenza a tonno e cibo per animali). Nel campo delle bevande, si aggiunse nel 1935 la lattina per lanciata dall&#8217;azienda americana Gottfried Krueger Brewing.<\/p><p style=\"text-align: justify;\">5 &#8211; SPACE FOOD IN ORBITA. Gli alimenti inscatolati hanno conosciuto il loro definitivo boom dal secondo dopoguerra. Nel corso dei decenni seguenti, pur non cambiando nel loro aspetto essenziale, i contenitori hanno sub\u00ecto varie migliorie sia all&#8217;interno, con rivestimenti utili a non alterare i cibi, sia all&#8217;esterno, con l&#8217;adozione di coloratissime etichette e di aperture &#8220;a strappo&#8221;. Il cibo in scatola ha quindi continuato ad accompagnarci anche nel nuovo millennio, sbarcando persino nello Spazio (si parla in proposito di &#8220;space food&#8221;), con tubetti ripieni di paste di vario genere, alimenti sottovuoto e versioni a prova di gravit\u00e0 ridotta delle intramontabili scatolette.<\/p><p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.focus.it\/cultura\/storia\/5-cose-da-sapere-cibo-in-scatola\">https:\/\/www.focus.it\/cultura\/storia\/5-cose-da-sapere-cibo-in-scatola<\/a><\/p><\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dai contenitori in legno dell&#8217;antichit\u00e0, alle bottiglie di vetro, ai barattoli di latta: ecco come ci siamo ingegnati nei secoli per conservare il cibo a lungo. 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