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Tutta la ceramica che non ti aspetti: tra storia e contemporaneità, a Montelupo

Montelupo Fiorentino, Toscana, è il paese della ceramica. Ogni anni un festival la celebra, rinnovandone storia e carica innovativa. Il Museo della Ceramica e la mostra diffusa Il colore interiore, ne sono ultimo e ottimo esempio.


La storia della ceramica spinge così indietro le sue radici da ammantare di un fascino antico e forse troppo ingenerosamente polveroso un materiale che invece, ancora oggi, possiamo riscoprire attuale. Ne sono perfettamente consapevoli a Montelupo Fiorentino (Toscana) dove la ceramica è di casa, almeno, dal 1200. La città è cresciuta insieme al suo materiale prediletto, riflettendo i tempi e rispecchiando i periodi storici che si sono succeduti. Una crescita comune e parallela che trova nel colore una sintesi perfetta: verdi e brune le prime e rudimentali, anche perché povere, realizzazioni risalenti al 1200; con l’espansione marittima fiorentina, l’arrivo di nuovi tecniche e materiali insieme con fresche e rinnovate finanze, portano le ceramiche in periodo rinascimentale a tingersi di blu cobalto, molto costoso, e di una giallo-oro importato dalla penisola iberica; contaminazione internazionale che proseguirà fino alla Turchia del XVI, dove probabilmente viene scoperto l’ossido di manganese, dal quale viene un preziosissimo color rosso. Così intenso ed evocativo che Montelupo ne farà un simbolo.

Tanto che ROSSO MONTELUPO è stato filo conduttore del Festival Cèramica che la città toscana ha dedicato all’arte dello storico materiale, colto in tutte le sue sfaccettature. Un movimento organico che ha raccolto come cocci ogni frammento della città, riunendoli in un’unica opera che si è mossa unitamente per tre giorni. Se il festival è passato (in Giugno), rimangono però le testimonianze artistiche del rapporto di Montelupo con la ceramica. Di Tutti i colori è la mostra che attraverso 120 opere ceramiche prodotte in loco raccontano le evoluzione della tecnica e delle soluzioni realizzative, soprattutto seguendo le variazioni cromatiche che le hanno contraddistinte. Se alcune delle opere arrivano al Museo della Ceramica di Montelupo tramite prestiti e concessioni, tante altre sono invece destinate a rimanere sul territorio. Sarà così per il capolavoro assoluto del Museo, un piatto risalente al 1500 e acquistato, grazie a diversi aiuti privati, per più di 500.000 euro da un collezionista privato. Caratterizzato da quel rosso sanguigno e ardente a cui abbiamo prima accennato, l’opera eccelle per capriccio stilistico e dettaglio decorativo. Brillante ed elegante, rappresenta un pezzo unico destinato a diventare simbolo e tesoro della città.

Se il Museo si spinge fino al 1900 nel racconto dell’evoluzione della ceramica – dalla sua riscoperta alle tendenze pop dettate dalla ceramistica artistica e dal design – per tutta la città si parla più spiccatamente contemporaneo. Il colore interiore. Cromatismi e apparenze della ceramica contemporanea è il progetto curato da Matteo Zauli che diffonde l’arte contemporanea, basata sulla ceramica, nei luoghi storici del centro montelupino, come la Galleria Facto, la Prioria di San Lorenzo, la ex-sede di Banca Intesa, la ex-Farmacia. Si tratta di una mostra-installazione, organizzata come una serie di Wunderkammer, dove i lavori di artisti quali Carla Accardi, Salvatore Arancio, Gianni Caravaggio, Cèsar, Giorgio Di Palma, Pablo Echaurren, Sueharu Fukami, Alberto Garutti, Ana Hillar, Ilya Kabakov, Alfonso Leoni, Claudia Losi, Eva Marisaldi, Mathieu Mercier, Sabrina Mezzaqui, Fotso Niye, Mimmo Paladino, Eva Pelechova, Paolo Polloniato, Patrick Tuttofuoco/Natascia Fenoglio, Sislej Xhafa, Carlo Zauli interpretano i colori impiegati per la produzione ceramica, dai più utilizzati, come il bianco e il nero, il rosso e la terracotta, a quelli più insoliti, come il blu e il rosa.

La collaborazione tra artisti contemporanei e maestri artigiani esperti ha rinnovato ulteriormente la storia millenaria della ceramica, arricchendola di un nuovo e suggestivo capitolo. In particolare è la commistione tra un materiale così antico ed evocativo applicato nella dimensione di un linguaggio libero e sperimentale come quello contemporaneo a generare soluzioni impreviste ed estremamente innovative. Così che al Senza Titolo presentato da Patrick Tuttofuoco e Natascia Fenoglio potremmo sicuramente rischiare di affidare noi un nome, tanto l’opera è carica di suggestioni. Surreale sindone, Mille occhi di velo, Cromie esoteriche: solo un gioco, niente di serio, che però misura la temperatura artistica di un lavoro realizzato partendo da uno straccio imbevuto di ceramica. Risultato smaltato, brillante, magnetico nell’inquietare e incessante nell’offrire punti di vista e spunti di riflessione.

Così come gli Arlecchini di sottilissima ceramica di David Casini, maschere enigmatiche e variopinte. Le possibilità cromatiche della ceramiche sono racchiuse nell’opera di Fabrizio Lucchesi, Wall, che propone una serie di mini container dai colori smaltati e accesi. Le potenzialità artistiche e tecniche della ceramica si incontrano nella Madonna di Alberto Garutti, la quale contiene un dispositivo che conduce la sua temperatura corporea fino a 36 gradi circa. Materializzazione artistica del divino che sorprende il fruitore con una componente esperienziale inaspettata.


Inaspettata, inattesa, incessante, intrepida, innovativa: come la ceramica, ancora tutta da scoprire.

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Storia della piastrella in ceramica

La preistoria della piastrella in ceramica

E’ piuttosto difficile dare una data di nascita alla ceramica. Certamente è una delle invenzioni più antiche dell’uomo e certamente nasce per caso: qualche nostro progenitore avrà acceso il fuoco in un punto in cui l’acqua aveva ben compattato un terreno argilloso e si sarà accorto che la terra, sotto al fuoco, si era solidificata trasformandosi nel primo, casuale, manufatto in “terracotta”. 
I nostri progenitori impararono a modellare l’argilla e compresero che si potevano ottenere risultati migliori mettendola prima ad essiccare al sole per poi cuocerla sul fuoco ottenendo i primi recipienti in ceramica dura.

Vasi di terracotta di 18.000 anni fa
Gli oggetti plasmati e cotti sono principalmente vasellame e contenitori per i cibi. I manufatti più antichi ritrovati, delle scodelle cotte direttamente sul fuoco, risalgono a 16.000 anni avanti cristo e sono stati ritrovati e datati in Cina.

 

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Fino a qualche anno fa si riteneva che i pezzi più antichi fossero quelli ritrovati in Giappone, datati circa 12.000 avanti cristo.
Questi primi oggetti sono forme primitive, grezze, poco raffinate, incredibilmente giunte fino a noi, cosa questa che già mette in luce la straordinaria durabilità di questo materiale.
Una innovazione fondamentale per la ceramica
Una vera e propria rivoluzione si ebbe grazie all’invenzione del piatto girevole (tornio) che agevola la produzione di oggetti quali vasi, piatti, anfore e brocche. Rispetto alla primitiva lavorazione manuale si possono ora ottenere oggetti meno sgraziati, più simmetrici e armoniosi.
La combinazione tra la rotazione continua del piano di appoggio dell’argilla umida e le mani che la plasmano consentono di affinare la tecnica produttiva e rendere più sottili le pareti degli oggetti.
Si tratta sempre di recipienti per contenere acqua e cibo e costruiti con un ottica di funzionalità, non decorati, ma di forme armoniose.

La decorazione della ceramica
Una seconda evoluzione si ebbe con i primi tentativi di decorazione della ceramica. Dai primi, semplici, graffi fatti all’esterno dei manufatti a tentativi di disegni geometrici ed infine, sempre incidendo la parte esterna, a parole, frasi e scritte. Ci si rende conto che le frasi o i disegni scritti sulla terra pressata e cotta rimanevano indelebili nei vasi e nelle anfore in terracotta ben più a lungo di quanto succedeva con le parole scritte sui papiri o sulle pergamene.

 

Qualcuno inizia a pensare che si potrebbe utilizzare la terracotta per riportarvi leggi, imposizioni religiose, codici o per tramandare eventi e storie. L’alternativa è scolpirle sulla pietra, operazione più onerosa e lunga.

Nascono così le primissime piastrelle in ceramica.

 

La nascita delle piastrelle in ceramica
Le prime piastrelle furono, infatti, delle “piastre di terra battuta” realizzate per essere un supporto su cui scrivere testi importanti.

Su delle lastre di argilla cruda gli incisori scrivevano, quindi, leggi o direttive, piuttosto che frasi religiose o storie di Re e guerrieri. Una volta cotte queste prime piastrelle diventavano dei veri e propri testi di divulgazione, dei “libri”, insomma, estremamente durevoli.

Da qui, da questi manufatti, inizia la storia che porterà ai moderni rivestimenti in ceramica che trovi nelle pareti e nei pavimenti di casa tua, ma la strada è ancora lunga.

Nelle foto qui sotto, che ho fatto all’interno del British Museum, si vedono alcune di queste piastrelle in ceramica incise come dei libri: in quello di destra è raccontata la storia di Ashurbanipal e risale al 668 avanti Cristo.
Libri stampati su…piastrelle di ceramica!
Le prime piastrelle in ceramica della storia furono, insomma, dei “libri” concepiti così per durare secoli e trasmettere al futuro conoscenze, leggende, storie che difficilmente sarebbero arrivate fino a noi.

La prima funzione della lastra in ceramica è stata, quindi, culturale e storica. Come si vede nella foto seguente – sempre al British di Londra – ci permette di poter consultare “librerie” antichissime.
Una piastrella di ceramica “trigonometrica”
Un esempio notevole di utilizzo delle piastrelle è la tavola matematica nota come “plimpton 322” recentemente (Agosto 2017) decifrata.

Il manufatto di ceramica – di circa 3700 anni fa, ritrovato in Iraq – riporta una tabella trigonometrica e, al momento, è la più antica mai trovata al mondo.
Certamente fu utilizzata per il calcolo trigonometrico (scoperto quindi dai babilonesi e non dai greci come si credeva) per calcolare come costruire palazzi, templi, piramidi e canali.
Le prime decorazioni “industriali” delle piastrelle
Un’innovazione interessante, tuttora utilizzata nell’industria delle piastrelle in ceramica per strutturare le superfici, furono i cilindri in calcite che si vedono nella foto qui sotto.

Questi cilindretti bianchi venivano passati, facendoli rotolare, sull’argilla bagnata per creare delle decorazioni che si ripetevano in continuazione.
Sotto al cilindro bianco della foto si vede l’argilla cruda (quella in basso, di colore grigio) e poi la terracotta decorata (quella rossa) grazie alla pressione di questo cilindretto.

Una volta inciso, un cilindro questo poteva replicare migliaia di volte la decorazione sulle lastre: un concetto industriale di produzione di piastrelle in ceramica decorate.

Sconcertante pensare che questo manufatto è stato datato intorno al 3.300 avanti Cristo.

Questi cilindri venivano realizzati in marmo o anche in pietre semipreziose, oppure in avorio. Ne sono stati trovati molti nell’area Mesopotamia a dimostrazione che la realizzazione di questi progenitori degli attuali listelli di ceramica decorata era una attività fiorente.

https://www.fratellipellizzari.it/blog/piastrelle-storia

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Un Webinar sul Dispositivi Medici Farmaceutici, organizzato dall’Ambasciata d’italian e dalla Sezione Commerciale dell’Ambasciata d’ Italia in Iran

22 Feb. 2022 un webinar si è tenuto che presenta le capacità di business in Iran e in Italia nel campo delle apparecchiature mediche, della medicina e delle industrie correlate. 

Questo webinar è iniziato con la collaborazione dell’Ambasciata d’Italia e del Dipartimento del Commercio e dell’Economia dell’Ambasciata con un intervento della Sua Eccellenza, Dr. Giuseppe Perrone, Ambasciatore d’Italia in Iran, e rappresentante del Ministro della Salute iraniano. In questo incontro, a cui hanno partecipato circa 18 attivisti nel campo della medicina e della cura dei due paesi, è intervenuta in rappresentanza di questa camera la Sig.ra Shahabi, Segretario Generale della Camera Unita di Iran e Italia. In questo incontro, a cui hanno partecipato circa 18 attivisti nel campo della medicina e della cura dei due paesi, La Sig.ra Shahabi, Segretaria Generale della Camera di commercio Irano-Italiana, è intervenuta in rappresentanza di questa Camera.

In questo webinar, la signora Shahabi, considerando le sfide in questo campo, ha menzionato in dettaglio i vari servizi forniti dalla Camera di commercio Irano-Italiana in passato, e soprattutto negli anni successivi alle sanzioni, a tutti i membri iraniani e italiani, e ha aggiunto che l’imposizione di sanzioni nel campo delle apparecchiature mediche e farmaceutiche ha avuto molte conseguenze, tra cui la mancanza di cooperazione delle grandi aziende europee nel trasferimento di farmaci, apparecchiature mediche e beni sanitari, la mancanza di cooperazione delle banche e la mancanza di adeguate motivi per concludere contratti con società estere. 

 
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Lei ha anche sottolineato che queste condizioni hanno aumentato il costo degli articoli farmaceutici e dei costi di trattamento e ridotto l’accesso dei pazienti ai servizi farmaceutici e alle apparecchiature mediche nel paese.

La Segretaria Generale della Camera di Commercio, Industria, Miniere e Agricoltura Irano-Italiana, in questo webinar, ha indicato le azioni congiunte delle due Camere in Iran e in Italia per risolvere alcuni dei problemi dei membri della Camera e degli attivisti nel campo delle apparecchiature mediche , medicina e industrie collegate. 

Vale la pena ricordare che in questo webinar, che è stato presieduto da Dr. David Balloni, Primo Segretario della Sezione Economico, Economico dell’Ambasciata Italiana in Iran, il Dr. Zampini, Presidente della Camera di commercio Italo e Iraniana, i rappresentanti dell’Iran e dell’Italia, i dirigenti sanitari, amministratori e personale nel campo della salute, della medicina e dell’odontoiatria Privati e governo dei due Paesi ed i rappresentanti delle banche Pasargad e delle banche popolari Di Sandrio erano presenti con interventi, seguiti da domande e risposte al termine dell’incontro.

 
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la parola di caporedattore

Una panoramica di ciò che sta accadendo nel settore delle piastrelle di ceramica …
L’origine della produzione delle piastrelle di ceramica deriva dalla ceramica, le cui prime tracce sono apparse in Iran e risalgono al 10.000 aC circa. Naturalmente, gli archeologi ritengono che i primi umani abbiano inventato le prime ceramiche circa 24.000 anni fa. Anche se oggi non possiamo più vedere i dinosauri dal vivo, possiamo vedere e toccare le loro piastrelle di ceramica contemporanee nei luoghi di antiche dimore e scavi. Dovrebbe essere menzionato che gli egizi, i cinesi e anche i giapponesi hanno una lunga storia ed esperienza nel campo di quest’arte….
Nel XV secolo, le piastrelle smaltate con ossido di metallo divennero popolari in Italia e gradualmente si diffusero in Spagna, Olanda, Francia e Inghilterra.
“Tile” prende il nome dal popolo ariano chiamato “Kash” e la sua radice è dalla parola latina (TEGVIA) che è sinonimo di francese (TUILE) e significa fango cotto e la parola inglese è “Tile”. La parola ceramica deriva dalla radice greca keramos e significa ceramic “Pottery”. La differenza tra le piastrelle di ceramica è nella sua forza e spessore. La ceramica è più spessa e più resistente.
In termini di produzione mondiale, Italia, Spagna e Turchia sono al primo e terzo posto in questo settore. La prima fabbrica di piastrelle in Iran chiamata “Irana Tile” fu costruita industrialmente nel 1960. Le piastrelle originali erano grezze e ruvide, tuttavia, con il graduale cambiamento del metodo di produzione, progettazione e costruzione di nuove fornaci, l’invenzione del tornio da vasaio, oltre alla pittura e smaltatura, pittura e abbellimento, questo fenomeno si è progressivamente evoluto e nel design, qualità e resistenza hanno subito un cambiamento inimmaginabile. Bellissimi esempi dipinti e persino dorati si possono trovare non solo al posto di vecchi edifici, palazzi, chiese e moschee ha anche molte applicazioni nei nuovi edifici. Il maestro “Ali Panjehpour” è uno dei più famosi maestri della piastrellatura in Iran.
L’industria della ceramica non si limita alla produzione di piastrelle, ma anche la produzione di piatti costosi con dipinti belli e dorati è una delle realizzazioni artistiche di questo campo.
Prima della rivoluzione, la quantità di produzione di piastrelle in Iran era di circa 12 milioni di metri quadrati, dopo la rivoluzione, con buoni investimenti fatti nell’industria delle piastrelle di ceramica, la sua produzione è aumentata, attualmente in Iran esiste una capacità produttiva di oltre 110 milioni di metri quadrati di piastrelle di ceramica.
Questo aumento della capacità è stato realizzato per soddisfare le esigenze sia interne che di esportazione, purtroppo, con l’imposizione delle sanzioni, si è persa la possibilità di esportare questo prodotto, come molti dei prodotti industriali e agricoli iraniani e molti produttori di piastrelle di ceramica e persino produttori di porcellane, oggi affrontano il problema di non attirare i loro prodotti sul mercato e magazzini pieni di prodotti in attesa di essere consumati o esportati.
Si spera che questa preziosa industria possa essere rilanciata con la riattivazione di JCPOA e la revoca delle sanzioni.